RAW - LESS

CERAMICA D'AUTORE

Un progetto di Marta Sansoni e Alessio Sarri

B.W.R.Y., centro tavola, design G. Sowden


Con diritto e con coraggio. La bellezza ritrovata.

TESTO DI CHIARA ALESSI

Parlare di autorialità nel design oggi sembra una resistenza nostalgica e anticontemporanea. Gli ultimi dieci anni di storia italiana si sono in qualche modo caratterizzati, nel design, per un annullamento della primarietà della firma, per un superamento del segno, quasi per un'estetica rimossa. Il design si è comportato come se dovesse metabolizzare un senso di colpa per l'eccesso; gli oggetti in parallelo hanno reagito introversamente, ripiegando sull'ostantazione dei processi, sottraendosi nell'esito, come se la loro presenza, il loro cosa e chi, fosse meno importante del loro come e perché.

 

 Lei, vaso, design A. Ponsi

Zucco vaso n.1, vaso, design M. Mariani


Se è così, il progetto Raw-less, nella sua ostinata bellezza, nella spregiudicata presenza del segno, nell'enfasi dello stile, è una sacca di resistenza e di senso che racconta una controtendenza ribelle. Se è così, il progetto di Marta Sansoni produce quello scarto con la propria contemporaneità necessario per allargare la densità semantica che c'è tra la sponda dell'oggetto col suo autore e quella del mondo che lo riceve.

Pensare oggetti che esistono e che hanno occhi, orecchie, voci che non sono mai quelle di chi li possiede e non sono solo quelle di chi li ha disegnati e prodotti. Produrre oggetti che hanno una vita a sé, che supera il tempo istantaneo del consumo, quello sedimentato dell'archetipo, e quello singhiozzante della moda, per imprimersi con una persistenza retinica altissima, come animata. Pensare e produrre, di questi tempi, sono doveri che non possono prescindere dall'accordamento di un diritto, sono gesti più maturatamente coraggiosi che incoscientemente folli. Con diritto e con coraggio, quindi: Marta Sansoni parla di totem, undici autori diversi per biografia, età e linguaggio ricercano sul tema dell'espressione, e il loro ceramista, Alessio Sarri, racconta l'emozione di quando ha aperto gli occhi fisici e metaforici di queste sculture per la prima volta.

Grande piatto grande, centrotavola, design S. Calatroni

Ora, noi gli occhi possiamo anche tenerli chiusi, ignorare le differenze tra i prodotti di un artigianato approssimativo e autodiretto e quelli di maestri silenziosi come Alessio Sarri che praticano la radicalità dell'esattezza sublimando la materia e se stessi nella resa tridimensionale di un'immagine; possiamo sfuggire alla sfida che ci pone una collezione come questa, che impone di riconoscere la bellezza in modo non mediato e difendere il senso di produrre contro tempo e contro l'economia vincente; possiamo non guardare negli occhi degli occhi di queste undici creature e ritrovare i sogni e i tormenti dei loro autori.

Ma chiudere gli occhi, questa volta, sarebbe un peccato di debolezza.

San Diego Freeway, vaso, design J. Grawunder

Da Mettere al posto della televisione, schermo vuoto da riempire con quello che si vuole,

design N. du Pasquier

Albissina, vaso, design A. Mendini

All photo credit: Marta Sansoni

My head is a jungle, vaso, design M. Sansoni

Poliedrico, vaso, design G. Babetto

Rita, vaso, design A. Gili

Io-Vaso, vaso, F. Raggi